Moyo Gems

Moyo Gems

Moyo significa «cuore» in Kiswahili.

Nel 2016 il Gemological Institute of America (GIA) e Pact avviarono nella regione di Tanga, in Tanzania, un progetto con TAWOMA, la Tanzania Women Miners Association. Il punto di partenza era molto concreto: fornire ai minatori artigianali strumenti per riconoscere, selezionare e valutare meglio le gemme che estraevano. GIA sviluppò Selecting Gem Rough, una guida illustrata accompagnata da formazione gemmologica sul campo.

Dall'incontro con le minatrici emerse però un secondo problema. Sapere che cosa si è trovato serve relativamente poco se non si ha accesso a un mercato nel quale poterlo vendere: molti minatori delle aree rurali dipendevano dai compratori che riuscivano a raggiungerli e avevano scarse possibilità di conoscere il prezzo che la stessa gemma avrebbe raggiunto più avanti nella filiera.

Da questo lavoro nacque Moyo Gems, avviato nel 2019 insieme a TAWOMA, Pact, ANZA Gems, Nineteen48 e alle stesse minatrici della regione.


In foto: Stuart Pool di Nineteen48 che illustra il progetto nel 2019.

 

Per partecipare a Moyo non basta avere gemme da vendere. I minatori devono seguire la formazione gemmologica, partecipare a un corso sulla salute e sicurezza in miniera, appartenere alle associazioni locali coinvolte nel programma e dimostrare di lavorare sulla base di una licenza mineraria valida o con l'autorizzazione del titolare. 

Le vendite avvengono durante i Market Days. Il minatore sceglie il broker con cui negoziare; il 95% del valore di esportazione della pietra viene corrisposto al minatore e il 5% al broker locale per il lavoro di selezione, valutazione e intermediazione.

È anche il momento in cui comincia la registrazione della tracciabilità. Moyo utilizza Provenance Proof: al Market Day vengono registrati il venditore, il broker, le caratteristiche della pietra, il prezzo, l'origine dichiarata e la data; da lì le informazioni seguono la gemma nei passaggi successivi. Moyo stessa precisa che questa tracciabilità non pretende di essere ermetica: il suo punto di partenza documentale è il Market Day. 

Questo è particolarmente rilevante, perché separa due cose che vengono spesso confuse: sapere da dove una pietra è passata e sapere qualcosa delle condizioni che l'hanno preceduta. Nel caso di Moyo, prima ancora che la gemma entri nel sistema di tracciabilità, il minatore deve aver soddisfatto requisiti relativi a formazione, sicurezza e legalità dell'attività.

Il progetto nel frattempo è cresciuto. Nell'aprile 2026 Pact indicava più di 1.500 minatori raggiunti dalla formazione in Tanzania e Kenya e oltre 50.000 gemme vendute attraverso i Market Days dal 2019, più di 8.000 delle quali nel solo 2025. Il rapporto economico resta quello originario: 95% del valore di esportazione al minatore e 5% al broker.

Dal 2023 Moyo ha cominciato inoltre a investire nel taglio in Tanzania. TAWOMA Youth ha aperto a Dar es Salaam un piccolo laboratorio di sfaccettatura nel quale lavorano diplomati del Tanzanian Gemological Centre; in Kenya il progetto ha iniziato a collaborare con GemFund per la formazione nel taglio di precisione.

In foto alcune delle prime gemme Moyo che acquistai nel 2019.


Alcune testimonianze

Raheli - tormaline e zaffiri

Raheli proviene da una famiglia di pastori e arrivò all'estrazione di gemme dopo che stagioni delle piogge più brevi e intense avevano reso più difficile il lavoro con gli animali e l'agricoltura. Partecipò al primo Market Day di Moyo nel maggio 2019; il reddito della miniera contribuiva all'istruzione dei tre nipoti che vivevano con lei.

Rehema - granati rossi

Quando entrò nel progetto, Rehema lavorava come minatrice da circa venticinque anni ma non aveva mai ricevuto una formazione gemmologica formale. La formazione di Pact le permise di riconoscere meglio le pietre e il loro valore; ottenne inoltre la licenza necessaria per operare legalmente. Anche lei utilizzava i proventi della miniera per sostenere i nipoti.

 

Aggiornato nel settembre 2026.
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