Approccio etico
Creo gioielli nei quali mi pare di scorgere senso e bellezza, lasciando fuori molte altre possibilità. A guidare questa selezione c’è una domanda molto semplice – “Ne andresti fiera?” – perché ho ben presenti le fatiche, i rischi e l’impatto che precedono ogni materiale prezioso e ogni oggetto che realizzo.
Chi fa gioielli non solo lavora materia che può costare carissima alle persone e al pianeta, ma può creare – cioè disporre di materiale da plasmare, trasformare e sottrarre al mondo – proprio grazie a tutto questo.
Credo nell'importanza di saper fare un passo indietro e riconoscere il lavoro dei minatori artigianali, dei tagliatori, dei cercatori, degli intermediari e di tutti gli altri attori delle filiere, guardando i materiali preziosi per quello che sono davvero prima ancora che per il loro valore commerciale.
Non importa quello che suggeriscono il mercato o certe convenzioni estetiche: un diamante con un’inclusione evidente, per esempio, non è costato meno fatica all’uomo né meno eccezionalità alla natura.
Occorre reimparare a riconoscere la bellezza.
Liberia. Un cercatore di diamanti al lavoro. La fotografia documenta una pratica tradizionale e pericolosa, non incoraggiata da Diamonds for Peace, ma utile a comprendere le condizioni reali da cui nasce il lavoro di formazione e accompagnamento delle comunità minerarie.
Ha senso parlare di "gioielleria etica"?
È un’espressione fuorviante, perché si agisce sempre secondo un’etica. È proprio perché agiamo, perché operiamo delle scelte, che siamo guidati da un’etica.
Uso questa formula con cautela, perché permette di dare un nome comprensibile a una ricerca fatta di studio, attenzione e scelte; ciò che mi interessa davvero, tuttavia, non è l’etichetta, ma il modo in cui ogni scelta prende corpo nella materia, nelle filiere, nelle persone e nei luoghi che rendono possibile un gioiello.
[Foto: un cercatore di diamanti di Ocean Diamonds si lancia in acqua.]
Responsabile e sostenibile
Agire in maniera responsabile significa fare le cose come si deve: scegliere pratiche che rispettino requisiti, obbligatori o volontari, pensati per tutelare i diritti umani, la salute, la sicurezza e il compenso equo dei lavoratori, insieme alla salvaguardia dell’ambiente.
Operare in maniera sostenibile, invece, significa riuscire a generare un impatto anche positivo per le comunità e per l’ambiente. Questo, malgrado gli sforzi, non è sempre possibile: un deposito può diventare un volano di crescita per un’intera comunità, ma l’oro, le gemme colorate e i diamanti restano risorse finite.
Quello che mi sforzo di fare, allora, è creare gioielli che chiamino a essere mantenuti con cura, utilizzando materiali preziosi di cui conosco la storia il più possibile. Mi impegno a sapere di più per supportare meglio e anche a divulgare ricercando sempre maggiore efficacia, perché il mio lavoro, benché rutilante e più evidente, è solo una nota a piè pagina rispetto a tutto quello che lo precede e rende possibile.
Ogni gioiello che creo, anche se in misura diversa rispetto all’ordinario, ha un impatto ambientale definitivo, ma ognuno è composto con i materiali preziosi più buoni e onesti che riesco a raggiungere. Senza eccezioni. È questa consapevolezza, in tutta onestà, il mio approccio.
Capire di essere in un mondo complesso, di essere un punto microscopico tra mille e una intersezioni, di dover essere disposti a guardarsi attorno con sincerità.
Eppure rifuggire le semplificazioni convenienti, sforzarsi di essere un punto che indica la direzione, scegliere di non fare qualsiasi cosa.
La bellezza è fragile.
Saluti da Weasua, Liberia.
Io e la minatrice Victoria a Weasua, 2024.
Le mie filiere
Oro certificato Fairtrade
Utilizzo solo oro certificato Fairtrade: non un oro diverso nella materia, ma nel percorso. Proviene da miniere artigianali e di piccola scala accompagnate verso condizioni di lavoro sicure, pagamenti equi e tracciabilità. Nel 2016, sotto il nome Maraismara, l’ho introdotto in Italia.
Argento AgAIN silver
Si tratta di argento riciclato per davvero: viene recuperato da vecchi fogli di radiografie del servizio sanitario nazionale britannico, materiali altrimenti destinati alla discarica. La filiera è separata, documentata e tracciabile fino alla consegna al laboratorio.
Diamanti responsabili
L'etichetta “conflict free” è insufficiente e il Kimberley Process ha un campo di azione limitato. Scelgo diamanti provenienti da filiere chiare, documentate e responsabili, mentre sostengo il lavoro di Diamonds for Peace in Liberia.
Perle sostenibili
Le perle sono gemme biogeniche, ma la loro sostenibilità non si presume: dipende dall’acqua, dall’ecosistema, dalla densità degli allevamenti, dalla cura del processo e dalla trasparenza della filiera.
Gemme preziose responsabili
Le gemme colorate attraversano una delle filiere più complesse e meno trasparenti della gioielleria. L’origine è importante, ma non basta: contano le condizioni di estrazione, di commercializzazione, di taglio e il valore che resta nei luoghi da cui la pietra proviene.