Oro Fairtrade

Oro Fairtrade, o Fairtrade Gold, è l'oro estratto, lavorato e commercializzato secondo lo Standard Fairtrade per i metalli preziosi nato per sostenere le organizzazioni minerarie artigianali e di piccola scala.
È oro fisicamente identico a quello che siamo abituati a vedere, a sognare e a indossare, ma porta con sé una qualità ulteriore: una filiera tracciabile, controllata, orientata al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla restituzione di valore alle comunità minerarie.
Nel 2016, quando il mio lavoro portava ancora il nome Maraismara, ho introdotto l’Oro Fairtrade in Italia, dando vita al primo laboratorio orafo e ai primi gioielli certificati Fairtrade del Paese.
L’Oro Fairtrade è riconoscibile grazie al marchio Fairtrade impresso sui gioielli, quando le caratteristiche tecniche lo consentono, e all’etichetta di certificazione che accompagna ogni gioiello realizzato con questo metallo.

Le miniere artigianali
La maggior parte dell’oro richiesto dall’industria orafa viene ancora estratta, perché gli scarti e il riciclo, pur essendo da millenni integrati nei processi produttivi, coprono soltanto parzialmente la richiesta.
Di questo oro di nuova estrazione, la parte più consistente proviene da grandi miniere industriali, indicate spesso con la sigla LSG, dall’inglese large-scale mining. Una quota minore proviene invece da miniere artigianali e di piccola scala, o ASM, dall’inglese artisanal and small-scale mining.
Le miniere LSG sono gestite da grandi compagnie e corrispondono a operazioni altamente meccanizzate, organizzate su larga scala e spesso molto impattanti dal punto di vista ambientale.
Al contrario, le miniere ASM possono essere composte da individui, piccoli gruppi di persone, famiglie o cooperative che estraggono l’oro dal suolo con un aiuto meccanico minimo, quando non del tutto assente. Si tratta di un lavoro intenso, raramente regolato in modo adeguato e spesso praticato per pura sopravvivenza.
I minatori artigianali spesso non guadagnano abbastanza da sfamare le loro famiglie o semplicemente da coprire i costi di estrazione. L’oro da essi prodotto, infatti, può essere pagato molto meno del prezzo di mercato fissato dal London Bullion Market, anche fino al 30% in meno. La loro posizione al principio della catena di produzione li rende particolarmente vulnerabili e facilmente esposti allo sfruttamento dei compratori.

Tecniche rudimentali, tecnologie insufficienti e mancanza di misure di sicurezza rendono le operazioni delle miniere artigianali molto pericolose. Mercurio e cianuro, che se non usati correttamente hanno effetti devastanti sulla salute dell’uomo e sull’ambiente, vengono spesso impiegati perché costituiscono una soluzione efficiente ed economica nelle pratiche di recupero dell’oro.
Per via delle conoscenze e delle tecnologie limitate, come pure per il coinvolgimento di superfici esigue e di vene aurifere marginali, i minatori artigianali producono, secondo le stime più diffuse, soltanto una quota ridotta dell’oro estratto al mondo, circa il 12–15%, ma rappresentano la grande maggioranza della forza lavoro del settore.
Fairtrade lavora proprio al fianco di questi minatori artigianali emarginati e delle loro comunità, per sostenerli e accompagnarli nel miglioramento delle condizioni di lavoro e, dunque, di vita.
Che cosa significa “Fairtrade”
Fairtrade – non “fair trade” o “Fair-trade” – indica un sistema internazionale di certificazione e un marchio nato per migliorare le condizioni dei piccoli produttori e dei lavoratori nelle filiere globali.
Non è una formula generica di responsabilità, ma un insieme di standard, controlli e requisiti specifici per ciascuna filiera.
È possibile incontrare il marchio Fairtrade già nella vita quotidiana, su prodotti più familiari: caffè, cioccolato, banane, tè, zucchero, cotone, rose. Per ogni tipologia di prodotto esistono Standard Fairtrade specifici, stabiliti a livello internazionale.
Oro Fairtrade appartiene allo stesso sistema di certificazione, ma lo porta dentro una materia molto diversa: preziosa, opaca, segnata da passaggi complessi e da forti squilibri di potere.

Cos’è l’Oro Fairtrade

In senso stretto, “Oro Fairtrade”, o “Fairtrade Gold”, indica l’oro estratto, lavorato e commercializzato secondo gli Standard Fairtrade per l’oro e i metalli preziosi associati.
La certificazione prevede:
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relazioni commerciali più dirette e trasparenti;
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un prezzo minimo Fairtrade;
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un Premio Fairtrade di 2.000 dollari per chilogrammo d’oro;
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il rafforzamento delle organizzazioni minerarie;
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il divieto di lavoro minorile;
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condizioni di lavoro più sicure;
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libertà di associazione;
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uso responsabile e progressiva riduzione delle sostanze chimiche tossiche;
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controlli indipendenti lungo la filiera;
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tracciabilità fisica e documentale del metallo.
Tutti gli attori coinvolti nella filiera dell’Oro Fairtrade – miniere, raffinerie, operatori del metallo prezioso e aziende orafe licenziatarie – sono sottoposti a verifiche periodiche da parte di un ente indipendente.
Uno dei punti più esigenti del sistema Fairtrade riguarda proprio il tratto finale della filiera: il passaggio dal metallo certificato al gioiello finito. Il controllo non si attiva soltanto quando viene raggiunta una soglia minima di oro acquistato o dichiarato; riguarda anche i laboratori orafi licenziatari che lavorano piccole quantità di Oro Fairtrade.
Il metallo deve restare separato, fisicamente e documentalmente tracciabile. Ogni passaggio deve essere registrato e l’intero percorso deve poter essere verificato in sede di audit.
La licenza Fairtrade, quindi, non è una semplice adesione di principio né un’autorizzazione simbolica all’uso del marchio, ma la partecipazione a una catena controllata, in cui la responsabilità non resta concentrata nella miniera e non si interrompe quando l’oro viene venduto come materia prima.
Prosegue nella trasformazione: dalla raffineria agli operatori del metallo prezioso, dal banco metalli al laboratorio orafo, fino al gioiello finito.

Da dove viene l’Oro Fairtrade: alcuni esempi
Il Perù
Le miniere certificate Fairtrade si trovano sulle Ande a più di 4500 m sul livello del mare, più precisamente nel distretto di Ananea, a nord del Lago Titicaca, nella regione di Puno. Si tratta di una zona tradizionalmente votata all'allevamento di alpaca e alla produzione di lana, che sono una parte fondamentale dell’identità delle comunità indigene locali. Queste attività, tuttavia, non bastavano a fornire sufficienti prospettive economiche, perciò molti abitanti hanno cominciato, in maniera legale e illegale, a dedicarsi anche all’estrazione dell’oro in maniera artigianale. Grazie al supporto e alla filiera Fairtrade, questa attività è diventata una valida e sicura possibilità per superare la povertà.
Organizzazione dei Minatori Di Limata
La prima organizzazione mineraria della regione ad ottenere la certificazione Fairtrade è stata quella di Limata. Tutto nasce grazie all’esempio di CECOVASA, una grande cooperativa di caffè Fairtrade della zona. Limata ha potuto osservare gli effetti positivi del Premio Fairtrade sulla qualità della vita e del lavoro dei cafficoltori e ha quindi deciso, nel 2017, di intraprendere il percorso di certificazione con Fairtrade.

Dopo la certificazione si sono posti l’obiettivo di ottenere l'accesso diretto al mercato internazionale, perché prima non riuscivano ad esportare direttamente e non avevano contatti diretti con nessun altro attore della filiera dell’oro (raffinerie, banche internazionali e aziende orafe). Un passo importante verso la propria autodeterminazione economica è stato incontrare personalmente i potenziali partner commerciali in Svizzera e prendere coscienza dei reciproci obblighi e dipendenze, lungo la filiera, fino ai prodotti finali.
L’oro della miniera di Limata proviene da giacimenti alluvionali, perciò le operazioni di estrazione avvengono in superficie. Il lavoro incomincia nelle prime ore del mattino, col freddo andino, ed è portato avanti da 25 minatori divisi in due squadre.
La cooperativa si impegna a essere leader nel settore minerario legale e sostenibile, rispettando la legge, implementando le migliori pratiche di produzione e realizzando esportazioni dirette. Nella provincia di Ananea, Limata è stata anche la prima organizzazione a ricevere "inicio-reinicio", il requisito per il riconoscimento come organizzazione mineraria legale e formale. I minatori lavorano nel rispetto di severe misure di sicurezza, riducendo così i rischi per la salute e i possibili incidenti. Hanno anche implementato un piano ambientale per ottimizzare l'uso dell'acqua e ridurre al minimo l'impatto delle attività di estrazione. Uno degli obiettivi più importanti è ridurre progressivamente l'uso del mercurio, intanto utilizzato in sicurezza, fino alla sua eliminazione grazie all’introduzione di nuove tecnologie.

La comunità di Limata si impegna a rimanere fedele alle proprie radici, a creare lavoro per i membri della comunità e a creare un futuro per la prossima generazione. I minatori credono che la certificazione Fairtrade non sia solo un sistema per differenziarsi sul mercato, ma anche un meccanismo per migliorare le loro prospettive di vita. Limata ora esporta direttamente, ma c’è ancora margine per il rafforzamento economico e organizzativo, che deve essere fatto attraverso l'informazione, la visibilità e lo sviluppo di capacità. Il premio Fairtrade offrirà il supporto finanziario per continuare a garantire sostenibilità e competitività e per creare gli strumenti di cui i minatori hanno bisogno per cambiare la loro vita e realizzare i loro sogni.
Cooperativa Minera Metalúrgica di San Francisco de Ananea
La cooperativa Minera Metalúrgica di San Francisco de Ananea è una delle dieci cooperative che insieme formano l’organizzazione ombrello CECOMSAP, Central de Cooperativas Mineras San Antonio de Poto.

È stata fondata nel 2006 da 24 soci e si trova a un'altitudine compresa tra 4.600 e 4.900 m. La maggior parte dei membri vive ad Ananea, mentre alcuni nella città di Juliaca.

L'inizio dell'attività della cooperativa è stato caratterizzato dall'informalità e dall'assenza di macchinari pesanti. Grazie all'aumento delle entrate e con il supporto della loro organizzazione ombrello CECOMSAP, i minatori hanno avviato il processo di formalizzazione, che hanno effettuato nel 2017. L'esportazione è organizzata attraverso CECOMSAP.

Alcuni progetti finanziati con il Premio Fairtrade
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il miglioramento della qualità dell’acqua;
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la chiusura di vecchi serbatoi di sedimentazione dei fanghi per la protezione dall'inquinamento ambientale e per la rinaturalizzazione;
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la realizzazione degli uffici della cooperativa a Juliaca;
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l’acquisto di un forno fusorio con sistema di estrazione del fumo per la produzione di oro grezzo;
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miglioramenti abitativi per i minatori;
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l’acquisto di indumenti protettivi per i minatori;
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l’acquisto di 248 coperte;
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la donazione di computer e stampanti al liceo locale;
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regali di Natale per gli scolari;
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gli stage per soci cooperativi nella regione di Cajamarca, dove sono stati in grado di acquisire nuove conoscenze sull'estrazione mineraria;
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la formazione dei membri e dei lavoratori delle cooperative in materia di contabilità, ruoli e funzioni di partner e dirigenti.
Africa
Il percorso dell’Oro Fairtrade non è lineare né semplice.
In Africa, come in altre aree del mondo, la certificazione delle miniere artigianali richiede tempo, formazione, investimenti, controlli e miglioramenti progressivi. Non basta che una miniera voglia entrare nella filiera: deve raggiungere e mantenere condizioni adeguate agli standard.
Questo rende il sistema più lento, ma anche più serio. La certificazione non serve a coprire una fragilità con un’etichetta, ma a lavorare perché quella fragilità possa essere affrontata, corretta e trasformata. È anche per questo che considero importante distinguere una certificazione reale da una dichiarazione generica di responsabilità.
Argento Fairtrade, altri metalli e pietre preziose

Nel settore orafo il cuore della certificazione Fairtrade resta l’oro.
Esiste anche argento Fairtrade, ma si tratta di un metallo associato alla filiera dell’oro e disponibile in quantità molto limitate. Per questo, nel mio lavoro, l’argento Fairtrade viene destinato quasi esclusivamente alla preparazione delle leghe d’oro.
Per i gioielli in argento utilizzo soprattutto AgAIN silver 935, vero argento riciclato tracciabile. Per diamanti, perle e gemme colorate seguo filiere diverse, selezionate con lo stesso criterio: origine, tracciabilità, condizioni di lavoro e coerenza materiale.
Questa distinzione è importante: non tutti i materiali preziosi possono essere Fairtrade, ma ogni materiale può essere scelto con attenzione, ricerca e responsabilità.